Prime prove dal terrazzo di Roma sulla costellazione di Orione con il 18mm

 

 

Dopo un po' di lettura su vari siti specializzati capisco che per partire si deve iniziare da foto semplici direttamente con la fotocamera con brevi tempi di esposizione per evitare il mosso. Così prendo il mio cavalletto e monto sulla mia Canon 40D l'obiettivo 18-200mm impostato al minimo, 18mm, e faccio due serie di scatti alla costellazione di Orione che riempe il cielo invernale velato da qualche nuvola. Imposto l'iso a 1600 per avere il massimo della sensibilità della mia fotocamera senza avere un rumore troppo alto da rendere ingestibile il trattamento successivo. I 18mm oltre alla grande visione mi permette di avere tempi di posa più lunghi senza mosso, in genere si utilizza la seguente formula approssimata:

T_{max\ exp}=\frac{k}{F}

dove k=600mms e la lunghezza focale F è espressa in mm.

La formula appena citata va precisata e riporto al seguente articolo ed hai suoi interessanti commenti per i dettagli.

Nel caso della Canon 40d bisogna ricordarsi che avendo un sensore più piccolo di una classica fotocamera da 35mm la reale lunghezza focale si ricava moltiplicando per un fattore 1,6 la lunghezza focale dell'obiettivo. Da cui si ricava per un 18mm una lunghezza focale effettiva di 28,8mm ed un tempo di esposizione massimo di 20s.

2013-01-31_Singolo_scatto_iso1600_5s_f35_18mm 2013-01-31_Singolo_scatto_sovresposta_iso1600_20s_f35_18mm

L'inizio di una nuova avventura

Durante un incontro un mio amico mi ha raccontato che aveva partecipato ad una serata astronomica con un suo vecchio collega dell'università in cui avevano analizzato la distanza tra stelle doppie con un metodo di interferenza (vedi ad esempio il sito dell'UAI). Durante la spiegazione delle attività mi ha fatto notare come sono cambiate le tecniche per fare fotografia astronomica con l'avvento dei CCD. Spinto dalla curiosità ho voluto vedere cosa è cambiato rispetto a venti anni fa quando mi cimentavo, con scarso successo, nella fotografia astronomica con pellicola e la cosa che salta all'occhio è che mentre prima si facevano singole foto con tempi lunghi, adesso si fanno molte foto con tempi più brevi che poi vengono elaborate attraverso specifici software per combinarli insieme. 

Dopo un giro veloce su Internet per cercare informazioni è nato in me il desiderio di provare queste nuove tecniche e da li è cominciata questa piccola, grande, nuova avventura.